Il rione di Baldracca, prima degli Uffizi

Baldracca è modo genuinamente toscano di indicare una meretrice o, più volgarmente, una puttàna. Il nome del celebre rione della Firenze antica, demolito completamente per far spazio alla fabbrica degli Uffizi, era quindi ampiamente significativo dei servigi che vi si sarebbero potuti trovare.

Era dunque, questo rione di Baldracca, un quartiere certamente pieno di osterie e bordelli, in cui bazzicavano ribaldi e prostitute; per il resto, pullulava di casacce popolari. Nel complesso era un quartiere malfamato e considerevolmente degradato, nonostante la centralissima posizione nelle immediate vicinanze del Palazzo della Signoria.

Il nome sembra derivare da una (allora) famosissima osteria della Baldracca, rinomata per come luogo di “commerci carnali“. L’ osteria, a sua volta, mutuava il termine “baldracca” da una storpiatura del nome della città dei califfi, Baghdad, erroneamente identificata all’ epoca con Babilonia. Si ritiene che l’ identificazione con Baghdad/Babilonia avvenisse a motivo del fatto che il rione, popolato da sbandati e poveracci da ogni dove, fosse per l’ appunto una vera e propria “Babele” di linguaggi diversi. La corruzione del nome di Baghdad avviene, come attestato in Petrarca, passando da “Baldacco”, nome italianizzato della città sul Tigri, a “Baldacca”, fino a diventare finalmente il “Baldracca” che ancora oggi conosciamo con connotazione fortemente offensiva.

E’ curioso ricordare come già il Boccaccio ricordi il rione di Baldracca nella famosissima novella di Frate Cipolla: il quale, favoleggiando ad una folla di creduloni campagnoli un viaggio in contrade lontanissime, altro non fa che nominare luoghi di fantasia frammisti a località della città di Firenze, laddove dice: “E per Baldacca pervenni in Parione“.

L’ osteria della Baldracca avrebbe poi lasciato il nome a un teatro costruito più tardi dal Buontalenti, il teatro detto di Zanni o degli Zanni dal nome di un personaggio della commedia dell’arte ma detto anche teatro di Baldracca o teatro della Dogana o, ancora, “stanzone delle commedie“.

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Pubblicato il 8 dicembre 2011, in Borghi, rioni e contrade con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Molto interessante! Sto studiando storia del teatro europeo 🙂

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