Tettoia de’ Pisani

Una delle attività più interessanti per chi è appassionato delle curiosità che Firenze riserva, è quella di andare a frugare nel passato della città per trovare notizie su monumenti un tempo illustri ed oggi scomparsi. E’ il caso di oggi, in cui vi parlo della (un tempo) celebre “Tettoia de’ Pisani“.

La storia della sua costruzione è strettamente legata al celebre aneddoto che si riporta sulla vittoria dell’ esercito fiorentino a Cascina nel 1364: allorchè i vincitori, facendo sfilare i prigionieri pisani sotto Porta San Frediano, li obbligarono o baciare sotto la coda, in segno di sottomissione, il Marzocco, ossia il leone, simbolo di Firenze, rappresentato da un leoncino di pochi mesi in carne ed ossa.

Quegli stessi prigionieri di Cascina, obbligati ai lavori forzati, fornirono la manodopera per la costruzione di quella loggia, un tempo presente in Piazza della Signoria ed oggi scomparsa, che dalla loro opera prese il nome di “Tettoia de’ Pisani”.

La cosa che stimola di più la curiosità in questo specifico caso, è il fatto che ben poche notizie si trovano in merito, e acquista quindi un gusto particolare, quasi archeologico, andare a scovare quel poco che ancora si riesce a trovare.

Già ho detto perchè si chiamasse “Tettoia de’ Pisani”; adesso devo dire innanzitutto che essa si trovava sul lato ovest di Piazza della Signoria (all’ epoca Piazza dei Priori), quello dove sta oggi il Caffè Rivoire, il quale a sua volta occupa in parte l’ edificio che, demolita la Tettoia nel 1870, fu occupato dalla Direzione generale delle Poste.

Mi piace ricordare che, dove fu eretta la Tettoia, già sorgeva, in precedenza, la chiesa di Santa Cecilia, a sua volta scomparsa. Mi rimane da dire perchè fu detta Tettoia e non Loggia, come l’ adiacente caserma dei Lanzi, e a che uso fu adibita finchè rimase in piedi.

Ebbene, si sa dalle cronache che la Tettoia de’ Pisani venne ad essere utilizzata come luogo di incontro e di discussione delle più elevate menti di Firenze. E’ cosa nota infatti che in tale luogo si riuniva spesso la cerchia di umanisti che facevano capo all’ Accademia Platonica della città, fra i quali Niccolò Niccoli e Leonardo Bruni. Era in pratica un punto di ritrovo elitario, presso il quale si formavano convegni di studiosi e di eruditi.

La denominazione di Tettoia in luogo di Loggia deve essere attribuita al suo aspetto dimesso: la breve copertura proteggeva dalle intemperie semplici sedili di pietra e, rimasta priva di decorazioni, non rapprsentava una struttura conclusa come la vicina Loggia dei Lanzi, bensì un ambiente aperto sovrastato dalla copertura.

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Pubblicato il 6 dicembre 2011, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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