La contrada Polverosa di Firenze

C’ è a Firenze, e precisamente sulla via di Novoli, una minuscola chiesetta romanica, che prende il nome di San Donato in Polverosa. Nome assai curioso, e condiviso peraltro con altri edifici ecclesiastici, quali Santa Lucia in Polverosa, in via degli Orti Oricellari. La distanza fra le due chiese dà di per sè un’ idea di quanto estesa dovesse essere questa contrada del suburbio occidentale di Firenze: ci passano infatti, cartina alla mano, tutto il Prato e via di Ponte alle Mosse.

Come abitante della zona di Novoli, conosco bene la chiesetta di San Donato, e so sia come essa abbia fornito il toponimo per la strada poco distante, sia le vicende che  la legano alla storia della famiglia Demidoff, famosa a Firenze per essere stata proprietaria della Villa di Pratolino.

Ho dovuto invece fare una breve ricerca per sapere quale fosse il motivo da cui originava a questa zona il curioso appellativo di “Polverosa”. Ed ecco cosa ho scoperto: attorno alla antichissima chiesa di San Donato a Torri, risalente a prima dell’ anno 1000, era sorto un monastero occupato dai Canonici Agostiniani Portuensi, detti “polverosi” in ragione del colore del loro saio, che tirava al grigio, quasi fossero impolverati.

Fin qui tutto facile, bastava arrivare sul sito della parrocchia di San Donato. Ma, come al solito, la curiosità non è mai sazia di ciò che si trova facilmente. Sono andato allora a cercare qualche altra notiziola, ed ho trovato qualche cosa di interessante. Da una rapida consultazione del benemerito Dizionario del Repetti, mi risulta che Polverosa era chiamato quel tratto di pianura che si estendeva da Porta al Prato fino ad oltre l’ allora chiesa di San Donato a Torri ed al Ponte a Rifredi, più una porzione inclusa all’ interno delle mura trecentesche,  che andava dalla già nominata chiesa di Santa Lucia, alla Porta in Polverosa, non più esistente in quanto abbattuta, con il corrispondente tratto di mura, per volere di Cosimo I Granduca di Toscana allorchè decise la costruzione della Fortezza da Basso.

Quel che mi suona strano è che il Repetti, contro il parere di tutte le altre fonti in  mio possesso, riferisce che sarebbe stata la contrada a dare il nomignolo di “Polverosa” alla chiesa di San Donato a Torri (ed agli altri edifici), e non viceversa. Fatto non inverosimile, se si pensa che la supposta origine dal colore del saio degli Agostiniani Portuensi avrebbe dovuto dare origine ad un nome del tipo “San Donato de’ Polverosi” e non “San Donato in Polverosa”. Tant’ è che sembra plausibile che quel “Polverosa” si riferisca invece alla pianura che così veniva chiamata.

Dal momento che per accertare definitivamente la faccenda ci sarebbe da scartabellare pergamene polverose (appunto) ed io sono allergico agli acari della polvere, mi fermo qui per il momento con la promessa di dare ragguagli appena ne dovessi sapere di più.

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Pubblicato il 23 novembre 2011, in Borghi, rioni e contrade con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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