Niccolò Pericoli, detto “il Tribolo”

Niccolò Pericoli, celebre artista dei tempi suoi, è passato alla storia, per sua sfortuna, non tanto per i notevoli meriti artistici che pure gli vengono unanimemente riconosciuti, ma soprattutto per il bizzarro soprannome di “Tribolo”, e per essere stato uno dei più fedeli amici del ben più illustre (e non si sa perchè) Benvenuto Cellini, che infatti più volte lo cita nelle sue fantasmagoriche Memorie, un mix intricato di realtà ed immaginazione sfrenata.

Riferisce il Vasari, nella sua celebre Vita de’ più eccellenti pittori, scultori ed architetti, che Niccolò, figlio di Raffaello, fu soprannominato “Tribolo” perchè “per essere il fanciullo molto vivo ed in tutte l’ azioni sue tanto fiero[…], era fra gli altri fanciulli e nella scuola e fuori un diavolo che sempre travagliava e tribolava sè e gli altri…”. Ecco quindi che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, il soprannome “Tribolo” stava a significare non una natura timorosa e paurosa di tutto, bensì, al contrario, un temperamento particolarmente vivido ed estroverso che ben si doveva accordare infatti con quello altrettanto turbolento del suo degno compare, Benvenuto Cellini.

Curioso anche ricordare come, a Firenze, fosse uso comune mettere a tutti il soprannome e non chiamarsi gli uni gli altri se non usando quello al posto del nome vero; di modo che si finiva spesso per perdere addirittura il nome di famiglia di qualcuno, come appunto accadde al Tribolo. Egli, infatti, si chiamava Niccolò Braccini, ed anche lo stesso appellativo di “Pericoli” gli derivava non da altro se non dal soprannome del padre, che era soprannominato appunto “il Riccio de’ Pericoli” e viveva presso quel Canto di Monteloro in Firenze che ha oggi mutato nome in Canto di Candeli.

Del Tribolo come artista bisogna ricordare, quantomeno, che fu egli progettista di scenografie per i giardini all’ italiana ben prima che il maestoso parco di Versailles facesse scuola in merito. In questa sua opera di cui era così perito, ricorderemo solo, per averlo notato altrove, che a lui fu data la commissione per costruire, nel parco della villa medicea di Castello, il meraviglioso gruppo scultoreo che doveva rappresentare, in forma di fontana, il Mugnone che nasce dal Monte Senario.

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Pubblicato il 16 novembre 2011, in Personaggi illustri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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