Pinocchio e la Balena nascono all’ Osmannoro

Siamo abituati a sapere che Carlo Lorenzini, autore di Pinocchio, trasse l’ ispirazione per la sua opera più famosa dal paese natale della madre, Collodi, piccola frazione di Pescia, dalla quale mutuò anche il proprio pseudonimo. Ma che parte delle ambientazioni e degli episodi più importanti di Pinocchio fosse ispirata a luoghi che si trovano nei pressi dell’ Osmannoro, non ne avevo alcuna idea.

Fra gli altri, si ispira alle paludi dell’ Osmannoro il celebre episodio della Balena, in cui Pinocchio ritrova il babbo Geppetto. Ma cominciamo daccapo: la pulce nell’ orecchio mi è stata messa da quello stesso ragazzo che mi ha fornito molte e preziose informazioni nel corso della mia visita alla sconsacrata chiesa di Santa Croce all’ Osmannoro, della quale ho parlato in un articolo precedente. Mi suggerì, in particolare, che Lorenzini si trasferì a Sesto Fiorentino con il babbo che faceva il cuoco al servizio dei Ginori. Così, molti dei luoghi che entrano nell’ immaginario collettivo tramite la lettura di Pinocchio, sono effettivamente ispirati alla zona che si stende fra Sesto, Campi e Brozzi.

Trattandosi di notizia particolarmente ghiotta, ho sentito che urgeva documentarsi in proposito, ed ecco che cosa ho scoperto:

  • l’ episodio della Balena (o meglio pesce-cane), e tutti quelli legati al mare in generale si ispirano al grande lago palustre che ricopriva all’ epoca la zona dell’ Osmannoro, famosa appunto per i terreni malsani e impantanati;
  • l’ episodio relativo all’ isola delle Api Industriose allude al convento di Santa Croce all’ Osmannoro, costruzione che nei mesi piovosi rimeneva, per l’ appunto, isolato dalla terra ferma, costringendo gli abitanti, per gli spostamenti, ad utilizzare i caratteristici barchini da padule.

Proprio a proposito di quest’ ultimo episodio mi pare illuminante un brano di Nicola Rilli, lo studioso che nel suo saggio “Pinocchio in casa sua” evidenzia in maniera compiuta la brillante scoperta: “[Il complesso di Santa Croce all’ Osmannoro] è l’isola della Api Industriose in cui trovò rifugio Pinocchio. In quell’isola bisognava lavorare per non rimanere d’inverno senza pane. Erano poche case e ogni persona aveva il suo compito da svolgere: era una formica che riempiva la casa delle cose utili, rabberciava le porte, imbiancava l’interno della casa, riguardava le barche per andare in paese e in quei pochi mesi d’estate nessuno dormiva la notte”.
Il pensiero più elettrizzante è che il tutto è venuto a galla per la curiosità di andare a visitare una chiesetta sconsacrata spersa nel mezzo di quell’ enorme polmone industriale che è l’ Osmannoro, il quale peraltro, contro ogni aspettativa di buon senso, mi ha riservato più di una sorpresa. Per chi non ci crede, l’ invito è quello di leggere gli altri articoli correlati alla voce Osmannoro.
Concludo ricordando che, a dispetto della mia ignoranza in merito, l’ argomento sembra essere stato di pubblico dominio da decenni, tanto che il comune di Sesto Fiorentino ha organizzato, in collaborazione con gli altri comuni della Piana, un itinerario in 12 tappe, dedicato alle famiglie con bambini, alla scoperta dei luoghi di Pinocchio, per far conoscere il legame tra il burattino e la zona compresa tra i comuni di Campi, Sesto e Firenze.

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Pubblicato il 10 novembre 2011, in Aneddoti e notizie storiche, Borghi, rioni e contrade con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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