OSMANNORO: PALUDE O ZONA INDUSTRIALE?

Per quanti orbitano, per lavoro o per dimora, nel comprensorio in cui si congiungono Campi Bisenzio, Peretola, Sesto e Brozzi, il toponimo Osmannoro è oggi l’ equivalente di enorme zona industriale. Centri commerciali (come Ikea, Conbipel ed Expert) si mischiano ad outlet (Pittarello e Cavalli) sterminati, concessionarie di auto fitte come funghi (Audi, Volkswagen, Seat, Fiat) coesistono con un enorme McDrive. Bene che vada, la località detta Osmannoro si può collegare alla presenza della nota discoteca Costes, e forse al Tenax poco distante. Ciononostante, questa bizzarra parola cela un significato antico, ed evoca secoli e secoli di storia del territorio fiorentino.

Osmannoro deriva, secondo gli studi più accreditati, dall’ espressione etrusca Osmen Nur: che dovrebbe intendersi come “argine o terrapieno (Osmen) del fiume (Nur)” e la dice già lunga sulla storia e le caratteristiche di questo luogo. L’ Osmannoro è stata infatti per molti secoli, e fino all’ epoca contemporanea, una zona infestata di paludi. Il motivo dell’ impaludamento di questa zona è anch’ esso particolarmente curioso: la causa è la strettoia, posta lungo il corso dell’ Arno, chiamato Gonfolina o Golfolina. Il nome dello stretto deriva dall’ omonimo masso della Gonfolina, posto all’ altezza di Artimino e Sanminiatello, che rallenta il corso dell’ Arno nei periodi di piena. Quando l” Arno si ingrossava dopo precipitazioni abbondanti, le sue acque formavano un golfo (da cui il toponimo di Golfolina poi storpiato in Gonfolina) nei pressi della strettoia e si avevano così gli straripamenti che, periodicamente, impaludavano l’ Osmannoro.

Non si può passare sotto silenzio il fatto che la palude dell’ Osmannoro viene ormai unanimemente identificata come fonte d’ ispirazione di Carlo Collodi per quel mare in cui nuota la Balena che inghiotte Pinocchio. Così almeno sta scritto su un cartello posto nei pressi della deliziosa chiesetta medioevale, oggi sconsacrata, di Santa Croce, a poche centinaia di metri dalla Motorizzazione Civile.

Attualmente, al posto della palude di un tempo resta la citata zona industriale, in mezzo alla quale continuano a scorrere numerosi canali di scorrimento e, soprattutto, rimangono alcuni minuscoli stagnetti, detti “stagni di Focognano”, che rappresentano, nonostante una superficie minuscola, un’ importantissima risorsa per il passaggio degli uccelli migratori.

Curioso rilevare come anche uno dei più tipici cognomi toscani, come Mannori, derivi per aferesi (cioè per caduta della sillaba iniziale) da Osmannoro. Secondo una diversa tradizione circa l’ etimo del toponimo Osmannoro, del tutto opposta a quella accolta in precedenza, sarebbe invece un cognome toscano, quello della famiglia Ormanni, antichi possessori della zona, ad aver dato il nome a questa contrada paludosa. Non per nulla, alla consueta dizione di Osmannoro, si è sempre affiancata, nei secoli, la forma Ormannoro.

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Pubblicato il 4 novembre 2011 su Borghi, rioni e contrade. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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