NON HO IL BECCO D’ UN QUATTRINO

Andando a scavare in quella straordinaria archeologia del sapere che è lo studio circa l’ origine di parole e modi di dire, ho scovato una “prelibatezza” che offro in pasto ai lettori più curiosi. Si tratta di uno dei modi di dire più comuni a Firenze, specialmente in tempi di crisi come questo. Ciò che più mi stuzzica di questo modo di dire è che la sua origine è completamente diversa da quella che mi sarei mai potuto immaginare. Intanto, diciamo che tale espressione significa “non ho la benchè minima quantità di soldi“.

Di certo, il significato dell’ espressione è reso esplicito già dal fatto che per quattrino si intende una moneta di pochissimo valore: come dire, se non ho un quattrino, figuratevi in che condizione sono…. Quel becco che rafforza l’ espressione, però, non mi riusciva trovare che volesse dire; che si riferisse al becco di un uccello? Se fate un po’ di ricerche in rete, questa interpretazione, abbondantemente naif , va per la maggiore: l’ assenza di un becco, piccola appendice di un volatile che si immagina già piccolo, dovrebbe rafforzare l’ idea di penuria di denari. Altra interpretazione particolarmente interessante, ed anche piuttosto verosimile, è quella secondo cui il becco si riferisce al rostro navale (che nelle navi romane aveva appunto la forma di un becco) impresso su un lato di monete di rame, di epoca romana, di scarsissimo valore: in questa prospettiva, l’ espressione vorrebbe dire “non ho neanche una parte di uno spicciolo che già vale poco”.

Sulla base dell’ uso comune di questo modo di dire, riscontrato nella pratica quotidiana, invece, il linguista Giovanni Gherardini, autore di un vocabolario sul parlato toscano, riferisce che “non avere il becco di un quattrino”, equivale a dire “non avere un quattrino becco“, intendendo per “becco” proprio il marito cornificato. Per traslato, “quattrino becco” è un’ espressione dispregiativa, che vuole aggiungere alla pochezza del valore della moneta, anche la sua cattiva qualità. Il quattrino, che già di per sè non vale nulla, è “becco” nel senso che è cattivo e non buono da spendersi. Detto in un italiano valido per tutta la penisola, “non avere il becco di un quattrino” equivale quindi esattamente a “non avere un centesimo bucato”. Ma torniamo al nostro “becco”: in che senso significa che il quattrino è di cattiva qualità? E’ lo stesso Gherardini già citato a risponderci: citando testualmente, ci ragguaglia sul fatto che “la voce becco ci stia per disprezzo e avvilimento, non parendo che dar si possa oggetto più vile e spregevole di quell’ uomo il quale si contenta che la moglie gli sia infedele“. Rileva inoltre che, allo stesso modo, il popolino, nel parlato volgarotto di tutti i giorni, era solito usare espressioni quali “non avere il ruffiano di un quattrino” oppure “non avere la puttana di un  quattrino”.

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Pubblicato il 3 novembre 2011, in Borghi, rioni e contrade, Proverbi, detti e modi di dire con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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