PORTAR CAVOLI A LEGNAIA

Il borgo di Legnaia, uno dei più antichi di Firenze al pari di Rifredi e di Peretola, è situato a metà strada tra Firenze e Scandicci. La sua lunga storia è legata ad una serie di curiosità ed aneddoti particolarmente interessante, a partire dal nome che, ad evidenza, ha a che fare con il legname. Da segnalare anche per alcuni interessanti monumenti collocati nel suo territorio.

Iniziamo col dire che l’ etimo della parola “Legnaia” è in effetti dovuta alle cataste di legname che venivano qui accumulate in relazione ad una distesa boscosa esistente in epoche piuttosto remote, certamente non distanti dall’ anno 1000. Il Repetti, tuttavia, nel suo monumentale Dizionario geografico della Toscana, accenna ad una eventuale altra etimologia, derivante essa da coltivazioni di lino impiantate in questa pianura: sicchè il toponimo deriverebbe in realtà da linaria. Qualunque sia l’ etimo effettivo, tuttavia, lino e legname non erano però l’ unica risorsa di cui era ricco questo territorio: Legnaia era, ed è tutt’ ora, famosa per la quantità di verdure ivi prodotte, ed in special modo per la produzione di cavoli. La quantità di cavoli prodotta a Legnaia era tale, da divenire addirittura proverbiale, tanto che  l’ espressione “portare cavoli a Legnaia” era invalsa proprio per indicare un’ azione palesemente inutile. Oggi la tradizione orticola della comunità di Legnaia è portata avanti dalla omonima cooperativa di Legnaia, che si occupa appunto della produzione e commercializzazione di prodotti della terra. La produzione di verdura sembra essere stata talmente consistente che la parte del borgo più prossimo alla porta di San Frediano veniva addirittura chiamato “Verzaia”.

La memoria storica del borgo di Legnaia è affidato principalmente a due edifici storici: il famoso Spedale del Cappone e la Villa Carducci di Legnaia. Famoso il primo, per essere stato teatro di numerosi dei cosiddetti “sconcerti”, ovvero di scene poco edificanti che coinvolgevano i pellegrini, maschi e femmine, dello Spedale, in cui quartieri erano divisi solo da bassi tramezzi; il secondo, per la presenza di un ciclo di affreschi, dedicato a uomini e donne illustri di Firenze, fra i quali spicca quello, celeberrimo, che rappresenta il condottiero Pippo Spano.

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Pubblicato il 26 ottobre 2011 su Borghi, rioni e contrade. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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