IL MUSEO “FIRENZE COM’ ERA”

Il Museo “Firenze com’ era” ha lo scopo di documentare ai fiorentini ed ai turisti le trasformazioni urbanistiche che la città di Firenze ha subito dal Rinascimento fino a tutto il XIX secolo. Col passare del tempo infatti, e soprattutto a seguito dell’ imponente Risanamento della seconda metà dell’ 800, numerose sono state le demolizioni di importanti monumenti che residuano oggi solo grazie alla testimonianza di immagini, raffigurazioni e descrizioni che il Museo “Firenze com’ era” conserva.

L’ evoluzione urbanistica di Firenze è ben documentata non solo attraverso opere originali quali disegni, stampe, dipinti, fotografie ed altri tipi di rappresentazione, ma anche per mezzo di plastici che ricostruiscono il passato di Firenze. La città ha infatti vissuto numerose epoche: dalla fondazione della città romana si sono infatti succedute la Firenze medioevale, quella rinascimentale, quella medicea, quella lorenese, quella dell’ Unità d’ Italia (di cui Firenze è stata anche capitale), quella fascista e quella post-bellica, con le conseguenti stratrificazioni architettoniche ed urbanistische.

Di particolare rilevanza sono alcune fra le numerose collezioni del Museo, vuoi per il pregio artistico, vuoi per la pregnanza dell’ intervento di ricostruzione che sta alla base: vale la pena iniziare la rassegna con i plastici che in maniera visuale riescono a darci un’ idea immediata e precisa di come dovesse apparire la città in epoca romana, evidenziando sia i monumenti allora esistenti sia la loro collocazione rispetto alla attuale topografia. Si apprende così, ad esempio, che il teatro sorgeva in maniera pressochè esatta aldisotto di Palazzo Vecchio, nei quali sotterranei sono ancora visibili le fondamenta, mentre i bordi dell’ anfiteatro percorrevano esattamente le attuali via Torta e piazza Peruzzi. Si passa immediatamente alla ricostruzione della zona del Mercato Vecchio in epoca medioevale, quando la zona era malfamata in quanto sede del ghetto dei giudei e dei principali bordelli della città; l’ aspetto bizzarro e variopinto che univa le botteghe del mercato vecchio ai lupanari ed al ghetto fu spazzato via in epoca ottocentesca a seguito del cosiddetto “Risanamento” per Firenze capitale d’ Italia.

Una visita prosegue utilmente con le celebri lunette dipinte da Giusto Utens nel 1599, raffiguranti le Ville Medicee così come apparivano all’ epoca, ossia prima dei numerosi rimaneggiamenti che hanno interessato in epoche successive soprattutto i giardini. Da segnalare ancora le vedute settecentesche della città dello Zocchi ed i progetti redatti dall’ architetto Poggi nella seconda metà dell’ 800. Quest’ ultimo, fu il vero artefice del citato “Risanamento” di Firenze in vista del trasferimento in città della capitale del neonato Regno d’ Italia; il Risanamento ottocentesco si può considerare a buon titolo il più incisivo stravolgimento del volto di Firenze: basti pensare che, per fare spazio a quelli che i fiorentini conoscono oggi come “viali di circonvallazione“, fu rasa al suolo la quasi totalità della cinta muraria esistente. Al Museo “Firenze com’era” il grande merito, fra gli altri, di rammentarci come appariva Firenze prima di un intervento, come quello del Poggi,  piuttosto controverso quanto alla sua opportunità.

Il Museo, dopo gli allestimenti prima presso Casa Buonarroti e poi presso il Convento di San Marco, viene trasferito con il nome di “Firenze com’ era” nel 1955 presso l’ ex-convento delle Oblate di Santa Maria Nuova posto in via dell’ Oriuolo. Dall’ ottobre del 2010, tuttavia, il Museo ha ricominciato il suo spostamento verso Palazzo Vecchio, nell’ ambito del progetto di fondazione del cosiddetto “Museo della Città“. Ha ceduto il passo all’ ampliamento della Biblioteca delle Oblate nell’ ambito del Progetto “Grandi Oblate”.

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Pubblicato il 10 ottobre 2011, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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