FIORENTINI CIECHI, PISANI TRADITORI

FIORENTINI CIECHI, PISANI TRADITORI

Questo modo di dire ha origine in piena epoca medioevale, a motivo di un dispetto che i Pisani giocarono agli alleati fiorentini a seguito della vittoria riportata nella Crociata contro il regno moresco insediato nelle isole Baleari.

La vicenda risale al 1117, anno in cui, essendo il grosso delle truppe pisane occupato contro i saraceni, Pisa chiese ai fiorentini di proteggere la città dagli acerrimi nemici lucchesi. In cambio del servizio reso, Pisa tributò alla città di Firenze, in segno di gratitudine, due preziose colonne che facevano parte del bottino razziato a Maiorca e Minorca. Si trattava di due colonne di porfido lucido, di colore violetto, alle quali era attribuito il potere di fare apparire, riflesso, il volto dei delinquenti rimasti impuniti. Le due colonne, oggi ancora visibili sui lati della Porta del Paradiso, furono trasportati a Firenze su un barcone risalendo l’ Arno; ma i fiorentini si accorsero, giunti in città, che le colonne erano opacizzate, ed avevano quindi perso quel riflesso cui era attribuito il loro magico potere. Tale effetto era dovuto al gran fuoco allestito segretamente dai Pisani alla vigilia dell’ imbarco, scaldandole fino a fargli perdere il loro potere riflettente.

Sembra che proprio a seguito di tale episodio venisse coniato il detto “Fiorentini ciechi e pisani traditori”. I fiorentini ebbero però modo di rifarsi dei disonesti pisani nel 1363, anno in cui Firenze si impossessò del Porto Pisano: in tale occasione Firenze conquistò le catene di ancoraggio che chiudevano il porto, e le trasportarono nella loro città, in cui furono esposte proprio sulla facciata del Battistero, appese alle colonne del raggiro.

I pisani si rammaricarono sempre di una così palese derisione, covando per questo motivo un costante rancore. E’ per questo motivo che, nello stesso 1363, i Pisani assoldarono le milizie mercenarie del celebre capitano di ventura Giovanni Hawkwood (detto Giovanni Acuto) e ribaltarono la situazione militare, arrivando sin sotto le mura di Firenze: in spregio degli storici avversari, i Pisani posero il campo nei pressi del ponte di Rifredi, posto all’ epoca nel popolo di Santo Stefano in Pane, e di lì fecero correre tre Palii attorno alla città: uno a piedi, uno a cavallo ed uno di meretrici.

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Pubblicato il 8 agosto 2011, in Chiese ed edifici sacri, Proverbi, detti e modi di dire con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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