L’ ALLIEVO LEONARDO SUPERA IL MAESTRO

L’ ALLIEVO LEONARDO SUPERA IL MAESTRO

Nella tradizione popolare, il Verrocchio è rimasto celebre, piuttosto che per le sue opere, per il fatto di essere stato il maestro alla cui bottega iniziò a dipingere Leonardo da Vinci. Vuole la tradizione che, avendo il Verrocchio lasciato da dipingere al suo allievo Leonardo, uno dei due angeli che compaiono nel “Battesimo di Cristo“, dipinto che oggi si può ammirare nella Galleria degli Uffizi, il giovane discepolo lo completò con tale maestria da oscurare l’ abilità del suo stesso maestro; ragion per cui, si racconta, il Verrocchio rimase a tal punto impermalito che decise addirittura di chiudere bottega e darsi alla scultura.

Con ogni probabilità si tratta soltanto di una dicerìa, ma il quadro è comunque visibile agli Uffizi ed ognuno può quindi dare il suo giudizio: la mano di Leonardo si riconosce nell’ angelo preso di profilo, per una maggiore morbidezza della figura, laddove il resto del dipinto mostra il tratto più ruvido del Verrocchio, che gli derivava dalla sua impostazione di scultore. Il soprannome Verrocchio, col quale è conosciuto, e che lo distingue da un altro Andrea di Cione (ovvero l’ Orcagna), gli deriva dall’ aver lavorato, ad inizio carriera, per l’ orafo Giuliano Verrocchi. Come l’ Orcagna fu artista poliedrico, in quanto si applicò non solo nella pittura e nella scultura, ma fu anche disegnatore, musicista e orafo.

Nonostante sia oggi poco ricordato fra i nomi celebri delle arti rinascimentali, è curioso notare come, alla sua bottega, si formarono un gran numero di artisti eccellenti: oltre allo stesso Leonardo da Vinci, anche Sandro Botticelli, il Perugino, e Domenico Ghirlandaio. La maggior fama gli derivò dalla sua attività di scultore, nell’ esercizio della quale forgiò in bronzo un David sul modello di quello eseguito dal suo maestro Donatello. Il tema del David è ricorrente nell’ arte della scultura fiorentina: oltre al Verrocchio e a Donatello, vi si cimentò anche Michelangelo, il cui capolavoro è oggi esposto all’ Accademia delle Belle Arti. Il tema è caro ai fiorentini in quanto la figura del giovinetto che, contro ogni probabilità, abbatte il gigante Golia, rappresenta la Repubblica fiorentina che, nonostante forze inferiori, non temeva di difendere la propria libertà, di volta in volta, contro nemici di gran lunga più forniti sul piano militare.

Il grande amore del Verrocchio per l’ arte è testimoniato non solo dalle molte diverse arti nelle quali si cimentò, ma anche dal fatto che, per attendere con maggiore scrupolo alle proprie occupazioni artistiche, non si sposò mai. E a dispetto della novella che lo vuole superato in maestrìa dal suo allievo Leonardo, ricordiamo infine come, proprio a lui, fosse toccato l’ onore di erigere nella Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, il monumento funebre di quel Cosimo il Vecchio dei Medici, che i fiorentini consideravano “Padre della patria“.

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Pubblicato il 7 agosto 2011 su Personaggi illustri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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