IL BAMBINO NELLA COPPA: MIRACOLO IN SANT’ AMBROGIO

IL BAMBINO NELLA COPPA: MIRACOLO IN SANT’ AMBROGIO

La chiesa di Sant’ Ambrogio è stata resa celebre nei secoli per il miracolo eucaristico che vi sarebbe avvenuto il 30 dicembre 1230, ricorrenza di san Fiorenzo. Narrano le cronache del tempo che in tale giorno, avendo celebrato la Messa un anziano sacerdote di nome Uguccione, questi, a causa della veneranda età trascurò di asciugare bene il calice, lasciandovi dentro alcune gocce di vino; il giorno seguente, prendendo il calice, vi trovò dentro sangue rappreso invece che vino. Dopo la miracolosa scoperta, il sangue si convertì infine, alla presenza di tutto il popolo, in carne viva. La reliquia fu quindi riposta in una ampolla di cristallo, ancora oggi conservata in un apposito tabernacolo disegnato da Mino da Fiesole.

Un secondo miracolo eucaristico avvenne il 24 marzo del 1595 (che era in quell’ anno un Venerdì Santo), quando, avendo preso fuoco la chiesa di Sant’ Ambrogio, ogni cosa fu avvolta e consumata dalle fiamme, tranne alcune ostie consacrate che rimasero miracolosamente illese. Tale reliquia è anch’ essa conservata nella Cappella del Miracolo del Sacramento, assieme al sangue miracoloso.

A conferma della veridicità dei due miracoli, le reliquie furono esaminate una prima volta dal Vescovo di Firenze, Alessandro Marzi Medici, nel 1628; ed una seconda, nel 1907. In entrambi i casi fu constatato che, nonostante il passare dei secoli, le reliquie risultavano non corrotte dall’ azione del tempo.

Ecco infine spiegato cosa c’ entra con i miracolosi eventi di Sant’ Ambrogio, il Bambino nella coppa rammentato nel titolo: la cura della reliquia fu affidata alla Corporazione dei Giudici e dei Notai, essendo la più importante della città, che istituì la Compagnia del Santissimo Miracolo di Sant’ Ambrogio e portava in processione ogni anno l’ ampolla miracolosa. Tale Compagnia aveva come stemma un Bambin Gesù benedicente che sorge da dentro una pisside, ossia un calice come quello in cui era stato trovato il sangue incarnato: esplicito è il riferimento al fatto che il calice in questione avesse contenuto il Corpo di Cristo. Si narra, infine, che il sangue di Sant’ Ambrogio, portato in processione in pompa magna in occasione della grande epidemia di peste, avrebbe salvato la città facendo terminare la pestilenza. Questo ulteriore avvenimento è riprodotto nell’ affresco con il quale Cosimo Rosselli adornò la Cappella del Miracolo del Sacramento realizzato da Mino da Fiesole.

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Pubblicato il 4 agosto 2011 su Aneddoti e notizie storiche, Chiese ed edifici sacri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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