SAN BIAGIO A PETRIOLO

Il toponimo di Petriolo è conosciuto ad oggi per lo più solo in connessione alla via di San Biagio a Petriolo, che corre nei pressi dell’ Arno, a sud della via Pistoiese, passando sotto al Viadotto dell’ Indiano. In via San Biagio a Petriolo sorge infatti un locale molto in voga nell’ estate fiorentina, il Manduca, dove all’ aperitivo segue la discoteca all’ aperto.
La location è di per sè particolarmente favorevole, grazie alla brezza che si solleva dagli argini dell’ Arno e del Mugnone che si incontrano poco distante, nel punto dove è sepolto il principe indiano che dà il nome al Viadotto.
Aperto tutto agosto dal mercoledì al sabato, il Manduca unisce, alla insolita collocazione tra il Viadotto e le Cascine, un’ ambientazione curata fatta di gazebo immersi in un palmeto a bordo piscina. Qui si balla, si mangia, e, in occasioni particolari, si assiste a spettacoli e sfilate di moda.

Petriolo è una frazioncina di Firenze, ormai assorbita nel più ampio borgo di Peretola. Nonostante abbia perduto la propria autonoma connotazione territoriale, resiste tuttavia la denominazione nel toponimo di San Biagio a Petriolo, parrocchia dell’ arcidiocesi fiorentina.
Il nome Petriolo sembra derivare per corruzione di “Pretoriolo” ovvero “piccolo pretorio” oppure dal diminutivo di Pietro.

La chiesa omonima è il più bel monumento di questa contrada: a croce latina, ha davanti un portico, sotto il quale a destra dell’ingresso nella parete della facciata, é dipinta a fresco la deposizione della croce, e alla sua sinistra diversi santi fra i quali S. Biagio titolare. Nell’architrave della porta si vede scolpita l’arme del popolo fiorentino in mezzo a due altre eguali della estinta famiglia Pilli, il cui stemma si trova ripetuto sull’architrave della porta di fianco nel vestibolo della canonica, e in mezzo alla volta della sagrestia. Questa evidenza sembra indicare nella famiglia dei Pilli, i fondatori e patroni della chiesa.
Nel vestibolo medesimo si vede attualmente una magnifica tavola del sec. XV, che raffigura l’Arcangelo Raffaello che tiene per mano il fanciullo Tobia, mentre in basso si scorgono due figure minori, che rappresentano due coniugi fiorentini con un loro figlio in ginocchio, e in mezzo ad essi l’arme gentilizia che é di sei monti con una stella, sopra la quale si legge il nome del pittore Andrea di Giovanni. – Lo stemma suddetto spetta alla estinta famiglia fiorentina del Tovaglia.

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Pubblicato il 2 agosto 2011 su Chiese ed edifici sacri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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