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Andare alle Ballodole

Questo è un modo di dire tutto fiorentino, che penso sia in uso al massimo nelle province immediatamente limitrofe, quali Prato o Pistoia. Ecco perchè lo presento come autentica squisitezza lessicale: si dice “mandare tutto alle ballodole”, comunenemente, per intendere una situazione nella quale si lascia andare tutto allo sfascio, oppure “andare alle ballodole” per intendere “andare in rovina”.

Ebbene, questo modo di dire ha un origine curiosa, che affonda le proprie radici nella tradizione funeraria dell’ area fiorentina. “Andare alle Ballodole” infatti, significava originariamente “morire”. Il termine ballodole infatti è mutuato da uno dei più antichi cimiteri di Firenze, che si chiamava appunto “cimitero delle Ballodole” in quanto posto nella località dello stesso nome. Col tempo, l’ espressione è passata in proverbio, attenuando però il suo connotato di sventura dalla “morte” alla “rovina” o al “dissesto finanziario”

Ecco quindi che il significato del modo di dire risulta esplicito una volta conosciuta la primitiva destinazione d’ uso del luogo al cui toponimo ci si riferisce. Conviene tuttavia andare più a fondo nella questione, e vedere come, quando e perchè la località in parola è divenuta sinonimo di “area cimiteriale”.

Cominciamo col dire intanto che “Ballodole” deriva dalla contrazione del nome originario della piccola valle in cui il cimitero aveva sede, che si chiamava appunto “Val di Lodole”. Non conosco a tutt’ ora l’ etimo di questo curioso toponimo, ma voglio comunque annotare, a beneficio dei lettori che non hanno dimestichezza col parlato toscano, che “lodola” è termine colloquiale con il quale si designano in Toscana le “allodole” (specie Alauda arvensis), ovvero gli uccelletti canori, che era uso, nei secoli passati, tenere in gabbia come animali da compagnia, dandogli da mangiare l’ uovo sodo perchè cantassero.

La località delle Ballodole, situata nella zona di Careggi, dista poco più di un chilometro dall’ attuale cimitero di Trespiano, ovvero il sito per le sepolture comuni che ha sostituito quello antico delle Ballodole. In questa località collocata nella zona limitrofa di Firenze, si trova tutt’ ora una villa cinquescentesca, ridotta adesso a casa colonica: si tratta di quella che era un tempo “Villa il Peruzzo”, ed essa giace in fronte ad un pianoro dal significativo nome di “Camposantino”, a ricordo del vicino cimitero che sorgeva in questa località di Ballodole.

Il “Peruzzo” esiste ancora, sebbene contraffatta dal tempo e dall’ incuria, lungo lo stradello che ancora oggi si chiama via della Ballodole: passato Careggi, basta proseguire sulla via principale che si dirige verso Pian di San Bartolo, e svoltare sulla destra nella traversa successiva a via di Careggi. Sembra che il camposanto delle Ballodole sorgesse un tempo quasi in faccia al sito in cui si trova il Peruzzo.

Il piccolo cimitero detto “delle Ballodole” era stato costruito per supplire alla enorme quantità di sepolture necessitato dalla peste. Si tratta peraltro del primo cimitero per la sepoltura della gente comune aldifuori delle chiese. Quello che è certo, è che doveva essere in disuso già prima dell’ inizio del XVIII secolo, se è vero che nel 1784, data della legge leopoldina sui cimiteri della Toscana, Trespiano svolgeva la funzione di cimitero comune per la sepoltura dei cittadini fiorentini.

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