Il clone dello Spedale degli Innocenti

Veduta del Loggiato dell' ex-spedale di San Paolo dei convalescenti

Veduta del Loggiato dell' ex-spedale di San Paolo dei convalescenti: oggi ospita il MNAF

Quante volte, passando in piazza Santa Maria Novella, mi è capitato di osservare in lontananza il loggiato che si trova in posizione esattamente diametrale rispetto alla facciata della Basilica dei domenicani?

Ogni volta, puntualmente, mi è passato per la testa che quel loggiato possedeva più che una semplice somiglianza con quello famosissimo dello Spedale degli Innocenti: è in pratica un clone vero e proprio!

I cartelloni che spesso campeggiano sulle cancellate che chiudono la loggia, informano di volta in volta della mostra fotografica presente, così ho imparato che nell’ edificio aveva sede il celeberrimo Museo Nazionale della Fotografia Alinari.

Nel tentativo di capire il motivo della straordinaria somiglianza tra i due edifici, ho scoperto che la attuale sede del MNAF era in effetti, prima di diventare un Museo, uno spedale, lo Spedale di San Paolo. Naturale allora che uno spedale, a Firenze, imitasse le fattezze dello “Spedale per eccellenza” di Firenze, ossia quello Spedale degli Innocenti, progettato dal Brunelleschi, che per le sue riconosciute caratteristiche architettoniche aveva fatto scuola.

Terracotta raffigurante l' incontro tra San Francesco e San Domenico

Terracotta raffigurante l' incontro tra San Francesco e San Domenico: si trova sotto il portico dell' ex-Spedale

Conosciuto come Spedale di San Paolo dei convalescenti sin dalla fondazione nel 1213, era adibito a ricovero di malati, poveri e mendicanti. Fondato su impulso dello stesso San Francesco, l’ Ospedale sembra essere stato il luogo dove avvenne il celeberrimo incontro tra i due grandi santi Francesco e Domenico, che avrebbero dato vita ai due più insigni “ordini mendicanti” della cristianità.

L’ incontro fra i due grandi santi presso lo Spedale di San Paolo non è accertato con sicurezza, ma piuttosto il frutto di una lunga tradizione, immortalata in un rilievo nella Loggia dell’ ex-spedale dipinto da Andrea della Robbia. Probabilmente il dipinto deriva da un’ antica tradizione rinsaldata a sua volta dala presenza del dipinto stesso. Lo stesso Andrea orna la facciata del loggiato con tondi in terracotta invetriata che rappresentano una serie di santi dell’ odine francescano.

Tondo raffigurante Santa Elisabetta

Uno dei tondi che adornano la loggia dello Spedale di San Paolo: raffigurano santi dell' ordine francescano (nella foto: Santa Elisabetta)

Lo Spedale di San Paolo era patronata dalla Corporazione dei Giudici e Notai, una delle più ricche della città , che aveva sede nella casa-torre di via del Pronconsolo in cui attualmente ha sede il ristorante “alle Murate”, che si fregia di possedere nei suoi locali la rappresentazione del “vero volto di Dante”.

Lo Spedale prende il nome dalla vicina chiesa di San Paolo, detta dai fiorentini di san Paolino (così come san Pietro Maggiore è diventata San Pierino), patronata dalla famiglia Pandolfini e, nonostante l’ evidente richiamo all’ opera brunelleschiana, il loggiato di San Paolo è opera di quel Michelozzo architetto, famoso per aver progettato il Palazzo Medici nell’ allora via Larga (oggi via Cavour).

Posted on 31 gennaio 2012, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali and tagged , , , , , . Bookmark the permalink. Lascia un commento.

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